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Sognare insieme: braccia, gambe, cuore, cervello e pancia de “Il Respiro della Montagna”

Alice ha un viso sereno e sorridente, uno sguardo accogliente e una voce sincera.
Giorgia è così come la vedi: schietta, genuina, pratica.

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Insieme sono mente e anima di un progetto sognato in silenzio. Parti diverse di uno stesso corpo: entrambe pulsano nel cuore, Giorgia muove braccia e gambe per procurare tutto ciò che serve ad Alice, che anima pancia e cervello.

In un corpo snello e minuto Giorgia racchiude una forza e una tenacia che non ti aspetti; ogni cosa che pensano non le si addica diventa per lei un nuovo obiettivo, una sfida da tentare almeno una volta.

Solida, flessibile, potente Alice ha un corpo scolpito, un corpo bello di costanza e allenamento: assomiglia ad un albero che ogni giorno diventa un poco più fermo sulle sue radici e mobile sui suoi rami.

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Entrambe vivono la montagna fin da piccoline, accompagnate sui sentieri dai loro papà: chi un pò all’avventura, un pò per gioco; chi invece con più tecnica e perizia.

La formazione di Giorgia spazia dal classico alle belle arti così come le sue esperienze lavorative variano dall'educazione al turismo. Precisa fin nei dettagli, è una donna multitasking: la puoi veder correre tra gli impegni di una giornata, ascoltare calma un tuo problema, pubblicare un post programmato e poi chiudere tutto ed immergersi completamente nella pratica yoga per ritrovare nuova energia ed ispirazione.  

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Da più di 10 anni Alice pratica lo yoga, si avvicina con curiosità quando è ancora al liceo e da allora non si allontana più. Diventa insegnante di yoga e si diploma con la Federazione Italiana Yoga, la più antica e prestigiosa scuola attiva in Italia ed ora frequenta il Corso di Alta Formazione in Yoga Educativo nelle scuole presso l’Università di Padova. Lo stesso fa con le montagne: non si accontenta di essere spettatrice, ma approfondisce e studia con pazienza fino a diventare protagonista al loro fianco. Viaggia in diversi continenti camminando e scalando diverse cime sulle Alpi, le Ande, il Caucaso e l’Himalaya, sempre cercando un rapporto semplice e intimo con la montagna.

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Due persone diverse, ma con la stessa scintilla negli occhi: convinte che un respiro possa davvero fare la differenza.

Conosciamole un po' meglio: 

Collezioni qualcosa?

A: Non mi definisco una collezionista...ma alcuni sassi letteralmente mi chiamano...e quando viaggio non posso fare a meno di metterne qualcuno in tasca. A casa invece ho un debole (qualcuno lo definirebbe un problema) con i vasetti di vetro. Li amo! Non li butterei mai via, li tengo e cerco sempre nuovi modi per riutilizzarli.

G: Mi piace conservare fogli con qualche appunto, biglietti di mostre e cinema ed eventi, oggetti strani trovati per terra: bottoni, ghiande, sassi, tutto quello che mi incuriosisce!

 

Qual è il modo migliore per iniziare la giornata?

A: Spalancare le finestre e salutare il sole. Una tazza di tè caldo e una pratica yoga di risveglio.

G: Dopo che suona la sveglia, aspetto ancora un po' nel calduccio delle coperte! Poi mi alzo con energia e mi lavo il viso con l’acqua fresca! Una tazza di caffè, mille e mille fette biscottate e si inizia a correre!

 

Quanto era diversa la tua vita un anno fa?

A: In realtà non così tanto diversa! Vivevo in montagna, praticavo yoga cercando di concentrarmi sul presente perché le prospettive future erano (come sono) molto incerte.

G: Di anno in anno la mia vita è sempre stata un cambiamento continuo, ma l’ultimo anno sembra donare il tempo per costruire un po’ di equilibrio dopo il mio improvviso trasferimento sulle Dolomiti.

 

Il piatto a cui non potresti mai rinunciare?

A: Non un piatto in particolare...ma il Cioccolato, specialmente fondente, certe volte per me è necessario!

G: La pasta al pomodoro, non una pasta qualsiasi, ma gli spaghetti! Con tanto olio e un po' di foglie di basilico. Potrei mangiarne quantità folli senza stancarmi mai!

 

Se la tua infanzia avesse un odore, quale sarebbe?

A: Quel profumo di bucato appena steso al sole che si mischia alla torta della mamma in forno.

G: Pollo lesso e rosmarino. Il primo era un must del pranzo dai nonni: masticavo lentamente ascoltando una storia raccontata da una nonna paziente. L’aroma del rosmarino che scavalcavo per raggiungere il nonno nel suo orto mi restava sulle gambe e lo sentivo forte ogni volta che mi accucciavo alla ricerca di qualche pomodoro maturo. A volte accucciandomi lo sento ancora.

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Per informazioni ti invitiamo a scriverci ad ilrespirodellamontagna@gmail.com  

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